indietro
platone.html 18.12.2016
 

Inform Verlag

 Da “La Repubblica” di Platone (IV sec. a.C.)


   Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a ca­po dei coppieri che gliene versano quanta ne vu­o­le, fino ad ubria­car­lo, accade allora che, se i governanti resi­sto­no alle richieste dei sem­pre più esigenti sudditi, sono di­chia­rati tiranni. E avviene pure che chi si di­mo­stra disci­pli­na­to nei confronti dei superiori è definito un uomo senza ca­rat­te­re, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il fi­glio co­me suo pari e non è più rispettato, che il maestro non osa rim­pro­ve­ra­re gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti dei vecchi e questi, per non parere troppo severi, dan­no ragione ai giovani.
     In questo clima di libertà, in nome della medesima non vi è più riguardo nè rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza na­sce e si sviluppa una ma­la pianta: la tirannia..


indietro
Homepage